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| Guerra OGM:1 Round per Monsanto, ma la Francia riparte all'attacco. E l'Europa "perditempo" |
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Dalla Corte di Giustizia Europea giunge il no all'applicazione in Francia della clausola di salvaguardia in merito alla coltivazione del mais geneticamente modificato Mon 810 della Monsanto, poiché l'invocazione alla clausola esige precise procedure che lo Stato Membro non avrebbe rispettato. Le autorità francesi nel 2007 avevano sospeso, e poi nel 2008 vietato, la coltivazione, la vendita e l'utilizzo di sementi di mais transgenico sul proprio territorio. Un divieto contro il quale la Monsanto ed altre aziende sementiere OGM avevano fatto ricorso, tanto da portare il Consiglio di Stato francese a rivolgersi alla Corte Europea in Lussemburgo. La sentenza ha evidenziato un vizio procedurale nell'invocazione della clausola di salvaguardia. Nella fattispecie, il vizio procedurale riguarda la "comunicazione ufficiale" che lo Stato Membro è obbligato a svolgere nei confronti della Commissione Europea circa la necessità di adottare misure d'emergenza, nel caso la Commissione non ne abbia già adottate a riguardo. Lo Stato, infatti, deve informare "immediatamente" quest'ultima nonché gli altri Stati Membri del contenuto delle misure cautelari da esso adottate non oltre il momento dell'adozione delle misure stesse, e giustificarne "l'emergenza". Da Parigi giunge il commento alla sentenza con l'annuncio di riavviare la procedura per una "nuova clausola di salvaguardia" in virtù delle fondate "preoccupazioni" della Francia (e non solo) in materia non certo rassicurate dagli ultimi eventi. La Commissione, dal canto suo, con il portavoce dell'esecutivo Frédeéic Vincent, ha voluto ricordare che il suo intento in relazione alla clausola di salvaguardia è quello di accordare maggiore "flessibilità " agli Stati Membri, un intervento però che, attualmente, ristagna bloccato al Consiglio e al Parlamento Europeo.
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