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L'UE legalizza comportamenti poco trasparenti diretti a sanare oli difettati.
’UE può legiferare su determinati temi con effetto nella legislazione dei paesi aderenti.Tra questi settori vi è quello alimentare, e qui forte è lo stridio tra le esigenze dei paesi del nord Europa e l’Italia. L’UE ha origine nel trattato di Roma del 25 marzo del 1957, i fatti da allora ad oggi, dimostrano che l’Europa è fortemente sensibile agli interessi dei paesi nordici, Francia e Germania per primi, a danno dei paesi del mediterraneo. L’Italia a riguardo, salvo poche ed apprezzate eccezioni, si è sempre appiattita sulle decisioni dei cugini, qualche leggero vagito di protesta subito zittito con simboliche elargizioni caritatevoli.Tra le decisioni discutibili, somiglianti più a espressioni naif, se non fosse per i rilevanti interessi protetti, citiamo: formaggio senza latte (reg. CE n. 760/2008 del 31 luglio 2008); vino zuccherato; vino senza uva, da frutti diversi quali lamponi e ribes ( Reg. 479/08); vino lungamente invecchiato non nelle botti ma nella segatura (Reg. CE 11 ottobre 2006, n. 1507/2006); divieto di cuocere la pizza nel forno a legna, divieto poi rientrato; cioccolato senza cacao, condanna della corte di giustizia UE all’Italia che lo pretendeva; tacendo per carità di Dio sui vari Parmesan, Parmezan, Fontina Svedese, Parmi Olandese, Palenta di Montenegro, Barbera bianco Rumeno, Cambozola Germanico, Pasta Milaneza Portoghese ed altre imitazioni cristianamente tollerate.L’ultima trovata, in vigore dal primo aprile 2011, per la Cabala l’accostamento al pesce d’aprile non può essere casuale, è l’olio di oliva extravergine “deodorato”.Infatti da tale data sarà possibile aumentare la quantità di alchil esteri fino a 150mg/kg. Da considerare che un olio extravergine di qualità, subito dopo la raccolta, contiene al massimo 10-15 mg/kg di alchil esteri. Se il valore è superiore vuol dire che le olive hanno subito maltrattamenti successivi alla raccolta o sono state accantonate lungamente nei depositi prima di essere molite.L’olio derivante da tali frutti è maleodorante, per cui necessita di interventi diretti a coprirne il puzzo. In sintesi una truffa, con cui agendo con prodotti chimici si nascondono difetti, trasformando un olio di pessima qualità in olio extravergine di oliva. Il procedimento di sofisticazione è in uso da tempo, ora se ne legittima il comportamento truffaldino.Abbiamo chiesto a Biagio Rizzuti e a Corrado Tropea, tecnici responsabili del “Primo Campionato del Mondo dell’Olio Extravergine di Oliva” con finale all’Expò di Shanghai 2010, un parere a proposito: L’olio “deodorato” rappresenta non solo un inganno verso il consumatore ma anche verso i produttori che tanto investono per ottenere un buon extravergine. La nostra esperienza insegna che l’Italia non è il solo paese capace di produrre un ottimo olio, per cui non si comprende quali nazioni abbiano chiesto tale norma alla UE. Il consumatore non è adeguatamente preparato per difendersi da solo, bisogna specificare in etichetta i procedimenti di produzione. Già ora in commercio appaiono bottiglie di extravergine a 2 euro al litro, di extravergine hanno poco, però rappresentano una forma di concorrenza sleale nei confronti dei produttori onesti.”L’esperienza del campionato del mondo dell’extravergine è stata positiva, sarà replicata?“Nel 2011 la finale del campionato si terrà a New York, a Times Square, con dimostrazioni a San Francisco, staremo bene attenti, per le preselezioni continueremo ad effettuare analisi presso il CRA di Rende, Cosenza. Gli oli “deodorati” non saranno considerati extravergine e pertanto non li ammetteremo al concorso. Le bottiglie da portare negli USA per la finale di New York saranno rigorosamente extravergine, spremuta di olive e niente altro”.
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