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La crisi non riguarda il bio in Francia
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Il Presidente della Federazione nazionale dell'agricoltura biologica francese, Dominique Marion, non dubita sulla progressiva vendita dei prodotti biologici definendola una “fenomeno travolgente” scongiurando così ogni minima ipotesi di crisi del settore.

 

La crescita riguarda tutti i prodotti non solo quelli alimentari, ma anche cosmetici e accessori contrassegnati tutti da un'eco-etichetta. In cifre, nel 2008, l'aumento delle vendite in volume era stato del 18%. I francesi pare abbiano decisamente imboccato la strada di una conversione al biologico, i cui prodotti vengono esposti nei mercati e nei supermercati - compresi gli hard discount che sviluppano marchi del distributore bio - e debuttano nella pubblicità. L'anno scorso, il 46% dei francesi ha consumato almeno un prodotto biologico una volta al mese ed il 9% afferma di consumarne tutti i giorni, secondo il barometro sul consumo e la percezione dei prodotti biologici reso noto dall'Agenzia bio, l'associazione di interesse pubblico per lo sviluppo di questo settore. In testa ai prodotti consumati c’è il settore ortofrutticolo, seguito dai prodotti lattieri e dalle uova, con un'importante crescita per vino e prodotti ittici. Nel 2008, erano 222, ovvero il 91%, le imprese non solo agricole, ma anche di prodotti a largo consumo, come sacchetti per la spazzatura, saponi per i piatti, shampoo etc, che avevano registrato almeno un prodotto come biologico: nel 2009 erano diventate 300, con un aumento del 35%. Gli agricoltori francesi, per molto tempo scettici in merito alla cultura "bio", lentamente hanno dimostrato fiducia e interesse. Secondo Elisabeth Mercier, direttore dell'Agenzia Bio "L'anno scorso, si sono convertiti al biologico 300 produttori al mese". Alla fine del 2009 erano in totale 16.400. In termini di sfruttamento di superficie utile coltivabile stiamo parlando ancora di appena il 2,5%, aumento, comunque, considerevole, mai registrato prima.
(La Croix/Agra press)


 
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