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LIVORNO. La Camera del congresso degli Stati Uniti ha approvato, seppur di misura, la proposta di legge HR 2554, l’American Clean Energy and security act, per ridurre le emissioni di Co2 e i consumi di energia.
«Penso che sia uno straordinario primo passo» ha dichiarato il presidente Obama in una intervista rilasciata ieri al New York Times. La legge, ampia oltre 1200 pagine, impone un taglio alle emissioni di Co2 del 17% rispetto ai valori del 2005, entro il 2020 e quasi dell’80% entro il 2050. Il 5% dei finanziamenti necessari per raggiungere questo obiettivo deriverà grazie ad accordi con i paesi in via di sviluppo per scoraggiare la deforestazione nei Paesi tropicali, che causa circa il 20% delle emissioni globali di gas serra e verrà promosso lo scambio di tecnologie tra gli Usa e i Paesi in via di sviluppo per aiutare a ridurre le emissioni in tutto il mondo oltre ad aiuti per le popolazioni e le comunità più vulnerabili del pianeta per rispondere agli impatti attuali e futuri del cambiamento climatico. Il sistema previsto per raggiungere questo traguardo è un insieme di strumenti che vanno dai limiti sulle emissioni per fabbriche, raffinerie e centrali elettriche, ad un sistema di cap and trade, ovvero di compravendita di permessi di inquinamento tra le stesse aziende.
Inoltre i fornitori di energia (le aziende che acquistano energia da chi la produce e la distribuiscono alle utenze finali) dovranno garantire che entro il 2020 il 15 % dell’energia fornita derivi da fonti rinnovabili. La legge prevede anche un obiettivo di riduzione dei consumi elettrici del 5%, anche grazie a interventi per aumentare l’efficienza energetica delle abitazioni. «Bisogna guardare a tutte le parti che costituiscono questa legge - ha detto sempre il presidente Usa - non solo al capitolo del sistema cap and trade (per ridurre le emissioni ndr), ma ai significativi passi verso l’efficienza energetica, agli standard di energia rinnovabile, agli incentivi per ricerca e sviluppo in nuove tecnologie, incentivi per le auto elettriche, per l’energia nucleare e per le tecnologie per il carbone pulito».
Quindi un mix di strategie per impostare una politica energetica degli Usa che risponda agli obiettivi che lo stesso Obma aveva dichiarato già nella sua campagna elettorale: ridurre la dipendenza energetica degli Usa dai combustibili fossili, avviare politiche di risparmio ed efficienza energetica, ridurre le emissioni di anidride carbonica. Ma più che nel passaggio che richiama anche all’energia nucleare e al carbone pulito, le critiche che vengono dal mondo ambientalista, stanno nel fatto che si poteva fare di più anche se si riconosce che gli obiettivi che la legge americana si dà sono un netto passo avanti rispetto al passato. «L´approvazione della proposta di legge Usa sul clima potrebbe essere un importante segnale per i negoziati internazionali sul clima, e porre fine all´attuale situazione di stallo» ha dichiarato in una nota il Wwf. «Ci sarebbe piaciuto vedere impegni più forti - ha detto Kim Karstensen, Direttore della Global Climate Initiative del Wwf - ma è comunque un importante punto di partenza perché gli Usa si impegnino pienamente nella legislazione internazionale sul clima».
Il progetto di legge, noto anche come il Waxman-Markey bill, dovrà passare ora al Senato e se alla camera ben 30 democratici hanno votato contro e l’approvazione è avvenuta con 217 voti favorevoli rispetto a 205 contrari, il secondo passaggio si prevede ancora più difficile, dove la forza dei repubblicani, che accusano la legge di rappresentare una tassa insostenibile sulle imprese e sui consumatori, è ancora più radicata.
«Questo progetto non esaurisce tutto quello che ci serve, ma è un punto di partenza fondamentale, in un momento cruciale - ha dichiarato il presidente del Wwf USA Carter Roberts - Oggi possiamo osservare gli impatti del cambiamento climatico anche a casa nostra: stanno colpendo più velocemente e in modo più pesante di quanto perfino la comunità scientifica avesse previsto».
Critiche che il presidente Obama conosce bene: «Ci sono critiche da destra e da sinistra - ha detto nell’intervista al NYT - chi dice che non è sufficiente e chi dice che è eccessivo» . Ma è comunque convinto che «alla fine del giorno questa legge rappresenti un importante primo passo». Il Wwf riconosce che l´American Clean Energy and Security Act intende porre un limite nazionale, progressivamente sempre più basso, all´inquinamento da gas serra, e che allo stesso tempo istituisce una cornice finanziaria per ridurre le emissioni in un modo economicamente efficiente.
Richard H. Moss, vice presidente del programma Clima del Wwf Usa ha poi enfatizzato l´importanza cruciale di approvare un serio accordo per il clima quest´anno, per dimostrare la leadership Usa nei negoziati internazionali che si svolgeranno a dicembre a Copenhagen.
«Il cambiamento climatico è un problema globale che richiede una soluzione globale - ha dichiarato Moss - Le famiglie americane non saranno protette dagli impatti del cambiamento climatico se non si ridurranno le emissioni in tutto il mondo. Se vogliamo che altri Paesi si mettano maggiormente in gioco a Copenhagen, dobbiamo dimostrare che gli Stati Uniti sono finalmente pronti ad agire. Avviare una forte legge sul clima è l´azione più concreta che l´America possa fare per negoziare impegni più forti anche dagli altri Paesi». (Green Report) di Lucia Venturi
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