In order to view this object you need Flash Player 9+ support!

Get Adobe Flash player

Powered by RS Web SolutionsRS Web Solutions

PDF Stampa E-mail
La lunga strada per Copenhagen
Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 

In molti hanno capito che investendo in energie rinnovabili,efficienza energetica e taglio delle emissioni si possono ottenere enormi benefici economici, oltre che ambientali. E l’Italia non può rimanere al palo.

Il 2009 è un anno cruciale per il Pianeta.Si capirà se i Governi hanno finalmente intenzione di fissare un agenda di interventi per reagire alla crisi generata dai cambiamenti climatici. Entro la fine dell’anno, la comunità internazionale dovrà infatti raggiungere un accordo definitivo sul post 2012, il trattato che sancirà i nuovi obiettivi per la riduzione dei gas a effetto serra dopo la scadenza, appunto nel 2012, del Protocollo di Kyoto.Una scelta che deve essere ambiziosa mache soprattutto è obbligata. Il Protocollodi Kyoto è infatti solo un piccolo timido passo in confronto al pericolo di un clima che manifesta cambiamenti ancora più rapidi di quanto previsto. Già dal prossimo anno, al contrario di quanto si prevedeva fino a poco fa, le estati nell’Artico potrebbero essere completamente libere dai ghiacci superficiali e questo non è che uno dei tanti segnali di una situazione in veloce deterioramento. Nel 2007 l’Ipcc, organo che sotto l’egida dell’Onu raggruppa oltre 2000 scienziatied esperti dei cambiamenti climatici, ha avvertito i paesi industrializzati che se la temperatura globale dovesse aumentare oltre i 2 gradi centigradi rispetto ai livelli preindustriali, le conseguenze per il pianeta possono essere irreversibili.Un punto di non ritorno che può esseretenuto a distanza solamente in un modo:attraverso una riduzione, da parte dei paesi industrializzati, di almeno il 30 percento dei gas serra entro il 2020. È questoil principale obiettivo che dovrà sancir eil testo da approvare alla conferenza sui cambiamenti climatici prevista per il 2009a Copenaghen. Ma per arrivarci il percorso è lungo e passa per molte altre tappe. Da Bruxelles con l’approvazione del pacchetto dell’Unione Europea su energia e clima, a Washington con la nuova amministrazione americana, quella che ha fatto del clima una priorità, fino all’Italia, che a luglio ospita il prossimo G8. Il primo cruciale appuntamento è stato quello di Poznan,sede della conferenza sui cambiamenti climatici dell’ONU che si è svolta dal 1 al 12dicembre 2008. E’qui che sono stati scioltitutti i nodi del futuro accordo sul clima.Dai target per i paesi industrializzati, allalotta alla deforestazione, al reperimentodegli ingenti finanziamenti necessarialla lotta ai cambiamenti climatici, sono8 gli elementi che Legambiente ritiene indispensabili per il raggiungimento di un accordo utile evitare il collasso del Pianeta.Le opportunità per agire sono molteplici,ma bisogna farlo Protocollo di Kyoto continuano ad aumentare emissioni.Dal 2000 al 2006 i hanno ratificato il hanno aumentato del 2,6 per cento. di là delle dichiarazioni la lotta ai cambiamenti climatici è presa solo da pochi.Tra questi sicuramente la Germania, che hacapito l’utilità di investire in innovazione enell’ambiente e ha già ridotto le proprieemissioni già del 18 per cento. Cronicainvece la situazione dell’Italia che oltread aumentare le proprie emissioni senza alcuna considerazione dei limiti imposti,vorrebbe assumere oggi il ruolo lasciatovacante dall’amministrazione Bush:quello di paese più dannoso per il clima. Ilgoverno di centro destra sta usando ogni mezzo per sabotare il processo negoziale sul clima, a cominciare dal pacchetto energia in discussione a Bruxelles. Masulla scena internazionale rischia dirimanere sempre più isolato. Da Barroso,a Obama, alla stessa Cina, in molti hanno capito che investendo in rinnovabili,efficienza energetica e nel taglio delle emissioni si possono ottenere enormi benefici economici oltre che ambientali. Lo scorso novembre oltre 130 grandisocietà di investimento, con un portafoglio complessivo pari al 10 perhanno esortato iad approvare unper tagliare i gasSe non si interviene hanno sottolineato,sull’economia sarannosu periori a quelli di crisi finanziaria.

Image

di Rossella Muroni

direttore generale Legambiente

 
Related ArticlesLatest Articles

Registrazione Tribunale di Bologna n° 8154 del 27\01\2011- Direttore Responsabile D.ssa Milena Passigato

Your are currently browsing this site with Internet Explorer 6 (IE6).

Your current web browser must be updated to version 7 of Internet Explorer (IE7) to take advantage of all of template's capabilities.

Why should I upgrade to Internet Explorer 7? Microsoft has redesigned Internet Explorer from the ground up, with better security, new capabilities, and a whole new interface. Many changes resulted from the feedback of millions of users who tested prerelease versions of the new browser. The most compelling reason to upgrade is the improved security. The Internet of today is not the Internet of five years ago. There are dangers that simply didn't exist back in 2001, when Internet Explorer 6 was released to the world. Internet Explorer 7 makes surfing the web fundamentally safer by offering greater protection against viruses, spyware, and other online risks.

Get free downloads for Internet Explorer 7, including recommended updates as they become available. To download Internet Explorer 7 in the language of your choice, please visit the Internet Explorer 7 worldwide pageInternet Explorer 7 worldwide page.