L'agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente e del territorio racconta di un paese sempre più inquinato, sempre più schiavo dell'automobile, sempre più incapace di ridurre i consumi energetici e la produzione di rifiuti. Tutti indicatori negativi non solo in assoluto, ma anche nella grande sfida per la riduzione delle emissioni di gas serra e la lotta ai cambiamenti climatici, Le uniche note rosa arrivano invece dalla situazione ecologica dei fiumi, che in linea di massima hanno una valutazione "ottima e buona", dei laghi, "sufficiente e ottimo" e dei boschi, in crescita anche se il trend positivo ha subito un duro colpo con i 7.000 incendi avvenuti nei primi otto mesi del 2007.
Nel dettaglio, l'annuario Apat segnala il continuo sforamento dei limiti stabiliti per le polveri sottili (Pm10). Sul banco degli imputati innanzitutto il trasporto su gomma. Nel 2006, rispetto al 1990, aumenta del 29% il trasporto stradale privato che arriva a costituire l' 81,2% della domanda di trasporto passeggeri,
Dal 1990 al 2005 inoltre è cresciuto di oltre il 30% anche il trasporto merci che costituisce circa il 70% del totale. Ma tante auto, oltre allo smog, significano anche tanto rumore che si va ad aggiungere a quello prodotto da altre attività. Tra le note di allarme anche l'aumento del consumo nazionale di energia (+43,2% tra il 1990 e il 2006) e la produzione di rifiuti (dal 1997 al 2004 è cresciuta del 60%), alla quale la raccolta differenziata con le sue lentezze non riesce a tenere testa.
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